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Messaggio del Presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe

Presidente della Provincia di Foggia Antonio PepeMessaggio del Presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe
per il Giorno della Memoria dedicato alle Vittime del Terrorismo

 
Il “Giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi è il giorno del sostegno morale e della vicinanza umana che l’Italia deve alle famiglie dei caduti e dei martiri.

E’ il giorno della riflessione su quel che il nostro Paese ha vissuto in anni tra i più angosciosi della sua storia e che non vuole mai più, in alcun modo, rivivere.

Un pubblico riconoscimento che l’Italia deve tributare ai suoi figli strappati alla vita durante un periodo di tempo importante per la storia democratica e repubblicana del nostro Paese in cui, purtroppo, il terrorismo, ferocemente, seminò lutto e dolore.

Il terrorismo serpeggiante in Italia a partire dalla fine degli anni Sessanta, e infine esploso come estrema degenerazione della violenza politica delle stragi di quella matrice e della lunga trama degli attentati, degli assassinii, dei ferimenti che insanguinarono le nostre città.

L’obbiettivo che i gruppi terroristici così perseguivano era quello della destabilizzazione e del rovesciamento dell’ordine costituzionale.

Questa giornata si celebra non a caso il 9 maggio che rappresenta, nella memoria di questo Paese una delle pagine più oscure della sua storia.

L’assassinio di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse le quali colpirono il perno principale del sistema politico e istituzionale su cui poggiava la democrazia repubblicana.

La storia, fortunatamente, li ha sconfitti m a non possiamo certo abbassare la guardia di fronte a nuovi riflussi terroristici che, pure, in Italia e in anni recentissimi hanno dato dimostrazione di presenza e operatività.

In questa giornata bisogna ricordare uomini e donne non solo come vittime ma anche come persone, che hanno vissuto, hanno avuto i loro affetti, il loro lavoro, il loro posto nella società, prima di cadere per mano criminale.

Le ricordiamo tutte, come vittime e come persone, dalle più note ed illustri alle più modeste, facilmente rimaste più in ombra.

Tutte, qualunque fosse la loro collocazione politica e qualunque fosse l’ispirazione politica di chi aggrediva e colpiva.

Guai, dunque, a non mantenere viva la fiamma della memoria poichè fondamentale è evitare il rischio rimozione che troppo spesso la nostra amata Italia ha corso.

Occorre opporre a questo pericoloso fermentare di rigurgiti terroristici la cultura della convivenza pacifica, della tolleranza politica, culturale, religiosa, delle regole democratiche, dei principi, dei diritti e dei doveri sanciti dalla Costituzione repubblicana.

E occorre ribadire e rafforzare, senza ambiguità, un limite assoluto, quello del rispetto della legalità, non essendo tollerabile che anche muovendo da iniziative di libero dissenso e contestazione si varchi il confine che le separa da un illegalismo sistematico e aggressivo.

E’ necessario trasmettere alle giovani generazioni la memoria di questa parte oscura di storia italiana e il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che quest’anno celebriamo, deve anche essere occasione per non soffermarsi alle sole celebrazioni.

L’Italia si è unita anche attraverso il contributo di sangue delle vittime del terrorismo, di una forza che mirava a sovvertire l’ordine democratico di questo Paese che ha, invece, saputo reagire con forza rimarcando ancor di più la sua unità e superando una fase cruciale che quegli anni hanno rappresentato.

Queste sono le ragioni per cui si deve dar voce a chi ha subito la violenza del terrorismo, a chi ha avuto la vita spezzata dalla co siddetta strategia della tensione, ai familiari delle vittime e anche a quanti sono stati colpiti, feriti, sopravvivendo ma restando per sempre invalidati.

Si deve dar voce a racconti di verità sugli ‘anni di piombo’, ricordando quelle terribili vicende come sono state vissute dalla parte della legge e dello Stato democratico.

Solo così, con questo rispetto per la memoria e con questa vicinanza alle persone che hanno sofferto, si potrà rendere davvero omaggio al sacrificio di tanti.

E’ qui il significato del 9 maggio ‘Giorno della memoria’ che oggi insieme celebriamo. 

Il Presidente della Provincia di Foggia

                    Antonio Pepe

Dettagli sull'autore

Franco Mariani

Franco Mariani, fiorentino, classe 1964, giornalista, ha iniziato a scrivere per i giornali all'età di 14 anni. Ha collaborato e collabora con numerose testate nazionali, regionali, locali, sia della carta stampata, che della televisione, radio, internet. Dagli anni Novanta collabora stabilmente con l'Associazione Memoria, di cui è Addetto Stampa e Portavoce della Presidente Mariella Magi Dionisi. Nell'ambito del giornalismo ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, sia a livello nazionale che regionale. E' autore di numerosi libri, pubblicati con vari editori, tra cui Giunti, a carattere storico sulla città di Firenze, soprattutto legati all'Alluvione del 1966, sul papato e la chiesa cattolica, e sullo Zecchino d'Oro. Con l'avvento di Mariani l'associazione, il 1 agosto 2003, è sbarcata su internet con un sito web, creato e curato, ancora oggi, dallo stesso Mariani, prima sul server del Comune di Firenze, con tanto di presentazione ufficiale in Palazzo Vecchio con l'On. Valdo Spini, già Ministro e Sottosegretario all'Interno, e poi, dall'agosto 2014, con questo nuovo indirizzo www.asssociazionememoria.it